Riprendo la segnalazione di Dario…
Giugno 4, 2008
Eccola qui, la prima uscita “ufficiale” di Matti sul Foglio:
“I redattori si prendono qualche minuto extra davanti alla macchinetta del caffè, anche perché il direttore sta chiedendo a Mattia, il nuovo stagista, delucidazioni sui suoi studi su Roger Scruton. Ma è già riunione: improvvisamente dir. e vicedir. si immergono in un dibattito sul reato di immigrazione clandestina (che poco piace all’Onu e al Vaticano). Si ode un anonimo redattore dire: “Chiudiamo la Fao, l’Onu e… forse pure il Vaticano”. Si sentono altri, in coro, citare l’intervista di Sarkozy a Repubblica in cui il presidente francese dice di voler collaborare con Berlusconi sull’immigrazione. Cala il silenzio quando il vicedirettore Bellasio spiega che la maggior parte dei “clandestini” entra con visto turistico. Segue racconto del triste caso di un’amica della direzione, con casa a Park Avenue, scoperta in flagrante reato (si era dimenticata di rinnovare il visto, appunto): ogni volta che torna negli Stati Uniti, essendo finita in un file di “trasgressori”, viene tenuta ore e ore all’aeroporto. Ma l’argomento del giorno è Ahmadinejad al vertice Fao. Il dir. è attratto da un pezzo “sulle canaglie a Roma” di Stefano Di Michele, ma vuole che si segua anche la manifestazione di protesta in Campidoglio (nonostante l’orario proibitivo per la nostra chiusura). Cerasa intanto sfoglia pagine e pagine di agenda del Pd. Benini osserva il dir. e intanto risponde a una domanda di Tiliacos (che è arrivata in redazione trafelata causa traffico attorno alla Fao). Anche il dir ha fatto lo stesso: “Sono venuto a piedi con l’ombrello, come Chamberlain”. Il vicedirettore Casotto riferisce la posizione del professor Forte sulla benzina (ma non è la posizione di Bellasio, segue dibattito). Cundari sorride al pensiero del triangolo Monti-Tremonti-Giavazzi che, da qualche giorno, anima le prime pagine dei giornali. Giuli ha in mente gli appuntamenti di Lupomanno, compresa una fantomatica conferenza stampa che abbisogna di interprete (alcuni lupomanniani non hanno troppa dimestichezza con l’inglese). Si decide di seguire, su suggerimento di Cundari, i movimenti di Fioroni nonché i borbottii dei girotondini emigrati sui giornali spagnoli (Cerasa ha scoperto un articolo di Alexander Stille sul Pais. S’intitola: “Mafia y politica en Italia”). Benini ottiene il permesso di stroncare Ian McEwan, Stefanini di parlare di caro-grano. Si scopre che solo Paola Peduzzi, in redazione, mangia ancora le pennette italiane a cui il Wsj ha dato l’addio in un editoriale. (3 giugno 2008)”
Baci a tutti dalla Francia
k.
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