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Good vibes
“Parafrasando Steinbeck, questo è l’autunno del nostro scontento. E’ innegabile, tra una sigaretta è l’altra, anche per chi non fuma qualcosa puzza di bruciato. Non è la vernice giallo canarino che ci opprime, né la sveglia mattutina e la ritirata tardo pomeridiana. Forse è stata la partenza di Giulia Palmieri, forse qualche menzogna velata del nostro presidente-operaio-avvocato. Forse è solo l’agitazione per aver cacciato 4.000 euro senza avere un direttore che dirige, ma solo una segreteria che ci segrega quando tentiamo di entrare nelle sale computer o si tenta di rubare, con destrezza, qualche giornale dalla rassegna stampa. Forse è solo la “resaca” del post-sbornia, quando la mattina ti svegli e non ricordi perché eri così vergognosamente felice alla sera, ma hai solo un gran mal di testa. Forse, semplicemente, sto dicendo un’altra cazzata e, fortunatamente, qualcuno non si riconoscerà in quanto scritto.
In ogni caso, qualora così non fosse, vorrei regalarvi una dose di spirito ed un’anticchia di ottimismo. Mi ricordo quella sera della sbornia iniziale: è durata quasi un mese. Eravamo meravigliosi ad ogni passo, sorpresi nello scoprirci vicendevolmente (qualcuno potrà pensar male…), vogliosi di assorbire tutto quello che ci circondava, fosse anche l’odore acre della vernice giallo-pipì. Eravamo un gruppo in erba, qualcuno poi se l’è fumata (vero X?Sì, ma poi offri due botti!), qualcuno l’ha usata per giocarci a calcetto, qualcuno smetterà di leggere il post non appena metto il punto. Tornando al nostro autunno, mi ricordo perfettamente quando pensai di esser finito tra teste di qualità, da cui dovevo imparare il più possibile, insomma un gruppo di persone qualificate, intelligenti, oneste, sprizzanti di fantastiche prospettive e sogni meravigliosi che avrei voluto anche solo sfiorare. Il resto, almeno per me, era qualche muro semi-dipinto, qualche stanza-sgabuzzino ed una sfilza di nuove vicende da condividere. Sono poi arrivati prof. eccellenti e qualche passante (la battuta è facile, Fabrizio risparmiatela, mi auto-denuncio), quindi i vaneggiamenti di Dini e le prime scosse, ma ancora il cielo splendeva e le nuovole non lasciavano spazio a questo scenario leggermente annebbiato.
Insomma, ragazzi, sorelle e fratelli, il sole non credo abbia mai smesso di splendere sulle nostre strade. Siamo meravigliosi, ognuno di voi è un baule di splendenti qualità che tutti aspettiamo di scoprire, per riscoprirci ancora scintillanti. La forza di questa scuola, il suo valore aggiunto, siamo noi. Personalmente, non rimpiango qualsiasi altra alternativa alla possibilità che mi è stata offerta con questo biennio all’IFG. Certo, ci sono molte cose che non vanno a livello direzionale (per esempio, manca il direttore) e ci sono molte mancanze, a volte vergognose per una scuola che si vanta di essere la prima in Italia. Ma qualcosa si muove. Non vale la pena lasciarci andare al pessimismo, conviene rimboccarci le maniche ed adattare la scuola al nostro valore. E’ indiscussa la serietà delle selezioni e quindi la volontà di costruire un biennio di qualità. E’ indiscussa la possibilità che questo sia un biennio di svolta e comunque la vernice giallo-basile è più promettente delle tinte grigio-topo che ci hanno preceduto. Domani arrivano i nuovi schermi e montano i nuovi processori. La prossima settimana si parte per Strasburgo. Ferrari, Regazzoni, Basile, Pepi, Coppola, Micalizio, Ricordi, etc. sono professionisti in gamba, talvolta ammirevoli. Certo, ci hanno tutti scoraggiato sulla professione che dovremo intraprendere, ma è per questa follia etica, per questa insana responsabilità sociale, per questa passione vibrante che ci dovrebbe rendere i cani da guardia dei cittadini di questo insano Belpaese, per questo ed altro siamo qui. E da qui usciremo come i migliori praticanti giornalisti che i prossimi due anni potranno sfornare. La scuola si adatterà alle nostre pretese, noi siamo gli alunni ma anche i contribuenti, quindi bisogna stare tranquilli e cominciare a lottare con fermezza, ma sorridendo, perché siamo stati baciati dal fato. Cerco di non scordarlo mai e voi, per fortuna, me lo ricordate ogni mattina. Quindi lasciamo questo autunno ed avventuriamoci verso un inverno caldo, il futuro è nostro.
A proposito, visto che si pensava di parlare con Mr. Paper prima di partire per Strasburgo, se avete altre richieste SPECIFICHE (le generiche , e qualche specifica, le abbiamo già risolte in assemblea), lasciate un commento al post. Scusate lo sfogo, forse era solo una sensazione…in ogni caso, a noi tutti, buona strada.” Gianluca “A Schinà”
13 comments Dicembre 5, 2007




